Schermata 2015-12-05 alle 02.28.24Ciao cari lettori!!! Abbiamo avuto una serie di persone interessate ai temi trattati nei mesi precedenti “ALLENAMENTO G.A.G. e LAMBAEROBICA”.

Sulla base di alcune richieste, in questo numero continuiamo con una piccola lezione a distanza di LAMBA GAG, LAMBAEROBICA e TONIFICAZIONE, cosi da avere ogni mese un appuntamento fisico di DANZA & FITNESS. Per iniziare partiamo dalle basi… dopo le festeci vedremo per sudare. 

In ogni allenamento chiediamo al nostro Sistema Nervoso Centrale (SNC) di registrare un gesto motorio, al nostro apparato locomotore di eseguirlo e ai nostri sistemi organici di reagire di conseguenza. Cosa sono gli esercizi? Sono i mezzi di allenamento, cioè le modalità attraverso cui dare quel famoso stress di cui abbiamo parlato nel numero scorso e indurre i miglioramenti in risposta all’allenamento stesso.

  • Per ottenere il massimo dell’efficacia, in ogni seduta di allenamento ci sono dunque dei punti fondamentali da osservare attentamente e che ogni volta ripeterò. Come nel Pilates, i principi fondamentali per una buona esecuzione dell’esercizio sono i seguenti: Respirazione. Da un corretto atto respiratorio partono una serie di miglioramenti in apparenza impensabili. Provate a pensare ad esempio alla connessione tra respirazione e sistema linfatico; quest’ultimo è responsabile della risposta immunitaria e della rimozione dei liquidi in eccesso dal nostro corpo; quanto più la respirazione è profonda, tanto più migliora la sua funzionalità. Concentrazione. Molte volte si parla della connessione mente-corpo; discorso corretto: quanta più attenzione si dedica a un esercizio, tanto più questo sarà efficace. Molto spesso in palestra ci si concentra sul peso e non sull’esercizio, con il risultato che quest’ultimo avrà una resa minore con rischi maggiori.
  • Postura > Ne abbiamo già parlato nel capitolo precedente, giova  comunque ribadirne l’importanza: una postura corretta permette di svolgere qualsiasi attività quotidiana in maniera più efficiente. Controllo del movimento. Non mi stancherò mai di ribadire questo concetto: ogni ripetizione di un esercizio deve darci qualcosa. Mi spiego: le esecuzioni che spesso vedo nei centri sportivi sono una somma di movimenti disarmonici con il solo fine di terminare la serie. Non è cosi, ogni ripetizione deve essere eseguita in maniera estremamente controllata perché lo stimolo allenante dia risultati. Precisione. Indirizza lo stimolo allenante. Stiamo sollecitando un determinato muscolo o aerea muscolare? Bene, facciamo in modo di svolgere il movimento in maniera coerente con questo obiettivo.

Schermata 2015-12-05 alle 02.36.53I risultati arriveranno se daremo continuità al lavoro fisico. La variabilità dell’allenamento, invece, ci motiverà, ci farà aumentare progressivamente l’intensità dello stesso ed eviterà nel tempo che gli esercizi diventino noiosi. Da non sottovalutare il fattore alimentazione – parte integrante del nostro programma – che contribuirà a evidenziare i nostri progressi e a cui dedicheremo un apposito capitolo. Come si respira.

La respirazione deve essere correttamente coordinata con i movimenti che si eseguono. L’atto respiratorio è più complicato di quello che si possa pensare; in condizioni di riposo ci sono circa 15 cicli al minuto, automatici e indotti dall’attività dei muscoli respiratori; circa 900 ogni ora, 21.600 al giorno, 648.000 al mese, 7.776.000 ogni anno: ci pensate? L’attività dei muscoli respiratori può modificare il volume della gabbia toracica. Muscolo respiratorio per eccellenza è il diaframma, mentre muscoli accessori sono gli intercostali esterni e interni, gli elevatori delle coste e il trasverso  del torace. Ogni respirazione interessa quindi tutto il nostro organismo. A volte per respirare meglio ci si aiuta con il movimento degli arti superiori, altre volte, soprattutto dopo sforzi prolungati e intensi, si assumono posizioni che facilitano l’ingresso di una maggiore quantità di ossigeno all’interno della gabbia toracica – pensate ad esempio ai maratoneti che al termine di una gara molto faticosa si piegano sulle gambe e vi appoggiano sopra le braccia, inclinando il busto in avanti. Ci sono vari tipi di respirazione: alta, media, bassa, dipende da quale zona del torace e del diaframma si vuole coinvolgere. Quella da me richiesta per questo programma inizialmente non sarà semplice.

Ecco come fare:

●inspirate dal naso, cercando di allargare la cassa toracica verso l’esterno;

●espirate dalla bocca, schiacciando la pancia in dentro.

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